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Tonnellate di sperma

Il mio sogno segreto

Mi chiamo Eleonora e frequento il primo anno di Università. Sono una fuori sede dal momento che ho voluto fare una esperienza di vita lontano dalla mia famiglia.
Questo mi ha messo nella condizione di essere libera da qualsiasi impegno, ovviamente al di fuori di quello relativo agli studi, e di potermi relazionare in maniera completamente autonoma senza dover rendere conto a nessuno.

Grazie ai miei genitori, ho potuto affittare un minuscolo appartamento da loro pagato e avere una speciale libertà di movimento rara da incontrare nella maggioranza degli studenti fuori sede.

Ovviamente, essendo una ragazza piuttosto aperta al confronto, inutile dire che mi piace vivere il sesso in ogni sua declinazione per poter soddisfare la mia necessità di vedere le mie voglie appagate totalmente.

Credo di piacere fisicamente perché la natura mi ha dotato di un corpo sinuoso e ben proporzionato che risulta essere decisamente apprezzato da maschi di ogni età che con lo sguardo, cercando di intuire le forme della mia nudità.

La mia origine di ragazza del Meridione non può che tradirsi per via del colore nero che caratterizza capelli lunghi e occhi grandi ma anche a causa di una carnagione ambrata che non fatica affatto di abbronzarsi anche sotto un invernale sole.

Mi piace lo sport e adoro ballare quando capita l’occasione, dove libero tutti i miei istinti repressi e resetto totalmente ogni forma di inibizione per sentirmi libera di scatenarmi.

Non voglio ancora impegnarmi sotto il punto di vista sentimentale perché credo che non sia ancora giunto il momento di imbastire qualcosa di serio, ma ciò non esclude il fatto che mi piaccia essere scopata ed inculata da un occasionale partner capace di farmi godere maturando una serie infinita di orgasmi che mi fanno sentire una vera troia.

Confesso di coltivare un sogno segreto che, prima o poi vorrei materializzare in realtà e, cioè, essere l’unica protagonista di un’affollata gang bang e di essere sepolta da tonnellate di sperma che inondi tutto il mio corpo.

L’arte del pompino e il piacere di inghiottire sperma

Ho sempre avuto una predilezione per succhiare il cazzo sin dalla prima volta che un compagno di classe me lo ha infilato in bocca dentro al bagno della scuola. Posso dire che è stato come un fulmine a ciel sereno e potermi deliziare nell’arte del pompino è stata una cosa immediata. Leccare la cappella dandole piccoli colpetti con la lingua e poi scivolare per tutta la lunghezza dell’uccello fino a raggiungere le palle con le quale giocarci con piccoli e delicati morsi anticipatori di una profonda leccata e poi succhiata finale prima di risalire lo scroto, è qualcosa che è parte del mio DNA di troia in calore. Mi piace da morire quando il mio partner inizia a sbattermi il suo uccello contro la bocca semiaperta inviandomi un mutuo invito di farlo entrare dentro e, una volta accomodato che incominci a scoparmi arrivandomi fino alla gola. A questa scopata orale, alterno delle succhiate che neppure una idrovora sarebbe capace di fare. L’esperienza maturata mi fa intuire quando il mio partner sta per venire e la cosa è resa evidente anche dall’aumento di pulsazioni che riesco a sentire dalla sua cappella. Allora, per prolungare il mio piacere, uso la tattica di dare dei morsi più marcati che hanno lo scopo di far cessare allo sperma, il cammino verso la sua esplosione. Quando ho la conferma di essere riuscita nell’intento, riprendo a succhiare il cazzo ancora con più desiderio di prima mentre continuo a masturbarmi la fica dove ho fatto entrare tutta la mia mano chiusa a pugno.

L’esplosione di sperma dentro la bocca provoca il mio ennesimo orgasmo che non raramente si trasforma in una copiosa squirtata che inzuppa ogni cosa anche se sono troppo presa dall’ingurgitare il tiepido sperma inghiottendolo fino all’ultima goccia. Quel piacere è anche il mio rammarico perché devo sempre affrontare il dilemma se berlo tutto oppure se far venire il mio partner sulla mia faccia e sul mio seno, per saziare il desiderio di spargere quella sborrata su tutto il mio corpo.

Amici di Ateneo e non solo

Anche se nuova in città, la frequenza della mia facoltà mi ha permesso di conoscere molti studenti che si sono dimostrati entusiasti di diventare miei amici con la poco segreta speranza, di potermi portare a letto o, per quelli più romantici, di intessere una dolce relazione.

Questo ha prodotto un costante arrivo di inviti a partecipare a feste e ad eventi organizzati per qualsiasi occasione, cosa che ho fatto sempre quando mi era possibile fare. Questi sono appuntamenti che hanno il solo obiettivo di divertirsi bevendo e ballando ma anche per rimorchiare o per essere rimorchiate. Inutile dire che sono stata più che disponibile a collaudare il grado di resistenza di molti studenti, trovandomi poi a stilare una speciale classifica che vedeva come ordine d’importanza, non tanto la grandezza del cazzo bensì la quantità di sperma che questo riusciva ad emettere e, in secondo piano, quanto tempo era necessario per ricaricarsi.

Dopo qualche mese avevo riempito una lista abbastanza soddisfacente di partner che, secondo le loro caratteristiche, sarebbero stati ideali per partecipare ad una gang bang dalla quale avrei realizzato il mio grande desiderio di essere sepolta da tonnellate di sperma.

Non mi ponevo assolutamente neppure il problema di chi avesse o no partecipato a quell’incontro di puro sesso, avendo a disposizione molti studenti che avevo messo in disparte ma che sarebbero stati ben felici di vivere quella esperienza condotta da una troietta come la sottoscritta.
Mi trovavo in procinto di pianificare ogni step di quella mia prima gang bang quando feci la conoscenza con Samir, un senegalese che trovavo sempre al parcheggio del discount dove andavo a fare compere, che si proponeva di portarti il carrello e i pacchi pesanti in cambio di una moneta. Lo avevo già notato altre volte ed ero restata colpita dal suo fisico atletico che evidenziava sicuramente una decisa prestanza. Quel giorno però, avevo davvero esagerato nelle compere e chiesi al ragazzo di darmi una mano, cosa che fece con totale disponibilità.

Accadde senza alcuna malizia e nessuna intenzione mentre stavo sistemando le buste all’interno della mia utilitaria di appoggiare il culo sul davanti di Samir e non fu difficile comprendere le enormi dimensioni del suo cazzo. Mi rivoltai sorpresa trovandomi un sorriso a 32 denti ad attendermi un poco confuso e timoroso. Feci un cenno con la testa come per dire che andava tutto bene ed incominciammo a parlare. Venni a sapere che nel suo Paese era stato un atleta professionista ma che era dovuto emigrare perché la fame e le malattie stavano mietendo vittime niente affatto pubblicizzate dai media. Mi narrò delle peripezie che dovette affrontare per arrivare in Italia dove sperava di trovare una vita migliore ma era disilluso del risultato, tanto da voler emigrare nel nord Europa dove avrebbe avuto molte opportunità. Concluse dicendo che viveva insieme ad un’altra dozzina di suoi connazionali in un alloggio e che nessuno di loro era più stato con una donna da quando avevano lasciato il loro Paese.

Con un rapido calcolo mentale immaginai quanto sperma potevano conservare quei senegalesi e come sarebbe stato aver goduto con una serie di super cazzi duri dal color ebano, altro che gli studenti abituati alle comodità occidentali sponsorizzate da mamma e papà.
Presi la decisione così, su due piedi ed invitai Samir e tutti i suoi amici nel mio appartamentino per una cena informale con la scusa che stavo facendo una ricerca sul tema dei migranti.

Non so se Samir abboccò a questa scusa ma dallo guardo acuto, intuii che aveva ben chiaro cosa avrei voluto avere in cambio.

Cazzi di ebano e tonnellate di sperma

La sera fissata, mi vide preparare in anticipo una sorta di buffet freddo tanto per mantenere la facciata della cena ma, in modo più opportuno, scelsi l’abbigliamento da indossare per risultare eccitante.

Mi infilai un paio di autoreggenti di colore bianco e scarpe nere lucide con tacchi a spillo. Un tanga sempre bianco faceva pendent con un body di pizzo e trasparenze dello stesso colore e sopra, indossai una vestaglia che avrei aperto al momento opportuno.

Puntuali come un orologio svizzero arrivano gli invitati che non erano la dozzina preventivata ma qualcuno in più. Samir mi spiegò che erano cugini e amici che non poteva non portare con sé e che per la cena, avrebbero tutti mangiato qualcosa in meno dividendo quanto c’era senza problemi.

La serata prese subito l’andazzo che avevo pronosticato perché, dopo aver mangiato qualcosa e fatto finta di parlare dei problemi del terzo mondo, mii sfilai la vestaglia mettendo in mostra tutta la mia mercanzia avvicinandomi a Samir che repentinamente abbassò i pantaloni della tuta lasciando uscire un cazzo mostruoso ancora non in erezione. Fu sufficiente avvicinare una mia mano per vederlo lievitare in modo esponenziale tanto che appariva più come il membro di un pony che non come un uccello di un ragazzo. Quella scena pareva aver dato il via ad una silente autorizzazione per la quale tutti gli astanti, si erano tirati giù i pantaloni o comunque aver aperto la patta per liberare il proprio uccello.

Osservai quella paradisiaca scena mentre mi ero impossessata del cazzone nero del mio amico che avevo preso a succhiare come se fosse l’ultima cosa che avrei dovuto fare nella vita. Gli altri nel frattempo, si stavano menando il cazzo e ne vedevo di varietà diverse: c’erano quelli dritti come fusi e quelli ricurvi a banana, ce n’erano alcuni davvero mostruosi per dimensioni di larghezza e lunghezza e c’erano alcuni che potevano definirsi normali…ma la vista di tutti quei cazzi che avrebbero dovuto godere con me, mi fece giungere ad un immediato orgasmo.

Samir aveva preso ad accompagnare la mia testa con la sua mano, praticamente scopando la mia bocca quando un incredibile fiotto di sperma esplose nella mia bocca arrivandomi in gola facendomi quasi strozzare. Neppure il tempo di inghiottire quanto avevo e continuare a fare la pompa a Samir che questo venne una seconda volta, tracimando sperma che fuoriusciva dalla mia bocca. Non mi ero accorta che in piedi e circondata, c’erano almeno cinque o sei altri invitati che si stavano tirando una sega in attesa del loro turno. Venuto per la terza volta Samir, lasciò la postazione ad un altro tizio che mi infilò la sua verga pronto a venire mentre un altro nero si era sdraiato per terra con il cazzo ben dritto invitandomi ad impalarmi su di lui. Confesso che ad un certo punto iniziò a girarmi la testa tra tutti quei cazzi che reclamavano di scoparmi e farsi fare sontuosi bocchini dandomi in cambio litri e litri di sperma che pareva non dover mai esaurirsi.

Pareva essere in un sabba infernale dove tutti, però, se la stavano passando alla grandissima ad iniziare proprio da me che finalmente stavo realizzando il sogno di essere tutta seppellita da tonnellate di sperma. La piccola camera era divenuta un vero campo di battaglia e mi sentivo la fica infuocata da quanto era stata sfondata da tutti quei grossi cazzi di ebano che non avevano neppure salvato dal loro assalto il mio culo, sfondato pure lui ma con tantissimo godimento.

Erano instancabili e pensai che volessero rimettersi a paro con il lungo digiuno di fica al quale erano stati sottoposti. Decisi che una gang bang come quella non si era mai vista e mi pentii di non aver pensato di farmi riprendere in un video che avrei tenuto per ricordo ma poi, pensai che a tutto c’è rimedio e che mi sarei meglio organizzata la volta successiva.
Dopo una sex session durata circa quattro ore, mi accorsi che ero tutta un livido e che la sborra regnava incontrastata non solo sulla mia pelle ma anche sul pavimento reso oramai irriconoscibile. Qualche tizio si era defilato dopo aver goduto almeno un paio di volte con la sottoscritta, ma restavano sei o sette irriducibili che forse si attendevano di scoparmi nuovamente. Ero talmente stanca ed appagata che non mi sarebbe stato possibile continuare quella sera e le uniche cose che sognavo erano una doccia e un letto per dormire. Samir, arguto come sempre, mi ringraziò della cena dicendo che per altre assemblee di quel tipo, ci sarebbe sempre stato e che avrebbe potuto interessarsi dell’organizzazione promettendo un maggior rigore nella selezione dei suoi amici e cugini alla lontana.
Non so quanto dormii ma tornando dopo due giorni al solito discount, vidi l’imperturbabile Samir salutandomi discretamente con un cenno della testa per salvaguardare la mia privacy. Nonostante quel suo prudente atteggiamento, mi feci aiutare a portare le sporte in macchina ed approfittai per fargli un rapido bocchino per assaporare nuovamente quel sapore speciale che caratterizzava la sua sborra.

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