Quel culo immenso di Lorena

Durante un noioso pomeriggio di una primavera ormai inoltrata, in attesa della calda estate, decisi di avventurarmi tra le colline e di seguire un sentiero nel bosco. Dopo un paio di ore a passeggiare mi sembrò di intravedere, lungo il mio tragitto, una figura dalle curve affascinanti ma era troppo lontano per distinguerla. Ad ogni passo mi rendevo conto di tutti i dettagli che si accumulavano e che la rendevano sempre più reale. Era una donna che stava riempiendo la sua borraccia ad una fontanella, pareva molto assetata e lo stavo diventando anche io. Mi avvicinai a lei e le chiesi con gentilezza se potessi abbeverarmi.

Lei mi rispose con estremo garbo e si propose di farlo al posto mio. Prese la mia borraccia, la sciacquò sotto l’acqua corrente e la agitò con estremo erotismo. Mentre lasciava cadere l’acqua sporca mi fissava negli occhi. In quel momento non potei fare a meno di notare che sotto la sua maglietta bianca spuntavano dai suoi seni gonfi i suoi ritti capezzoli, probabilmente il nostro incontro la stava eccitando.

La borraccia mi fu riempita e restituita da questa bellissima donna che si avvicinò così tanto a me che riuscii a sentire il suo seno sul mio braccio. In questa posizione percorsi con lo sguardo la sua schiena fino ad arrivare alle natiche, sode e perfettamente sferiche. Mentre pensavo a come sarei potuto sprofondare in tutta quella abbondanza e mentre il suo seno si schiacciava contro il mio braccio sentii sussurrare al mio orecchio il suo nome: Lorena. Approfittando della vicinanza mi girai, fissai intensamente i suoi occhi neri e, solo dopo aver assaporato le sue labbra e la sua lingua, mi riversai sul suo ventre verso la via del piacere. Lorena sembrava apprezzare, le sue labbra si aprivano sempre più e io sentii il mio cazzo nei pantaloni gonfiarsi. Baciai la figa di Lorena fino a quando non potei più resistere alla tentazione di infilare il mio cazzo nella sua bocca che era aperta mentre gemeva e respirava affannosamente. Mi tirai su, la presi dai capelli e le infilai il mio cazzo in bocca.

La bocca di Lorena era calda, umida e accogliente. Riusciva ad ospitare tutta la mia eccitazione e a prendersene cura. Mentre mi faceva un pompino, chinata sulle ginocchia, Lorena portava le sue mani sui glutei e li stringeva come se mi stesse invitando ad entrare nel suo culo immenso e perfetto. Decisi di accogliere il suo invito e lasciai che gemesse nel bosco mentre le penetravo il buco del culo per la prima volta. Dopo i primi gemiti di dolore, riuscii a percepire la sua eccitazione dall’apertura anale e dal muoversi delle sue anche. Anche i miei movimenti si fecero più piacevoli e cominciai a godere a pieno in quell’anfratto del suo corpo. Iniziavo a sentirmi sempre più eccitato e mentre le sue natiche si arrossavano per via dei miei schiaffi Lorena desiderava altro. Prese le dita della sua mano e se le infilò in bocca per succhiarle. Dopo averle bagnate iniziò a masturbarsi fino ad abbandonarsi ad un orgasmo. Lorena gemeva di piacere e ne chiedeva ancora e mentre il mio cazzo pulsava dentro la stretta del suo culo, il mio movimento si fece più deciso. Per afferrarla meglio la spinsi verso terra e chino su di lei iniziai a spingere più profondamente e intanto le infilavo le mie dita in bocca.

Non appena vidi la sua mano aggrapparsi alla terra che ci sosteneva, dopo un’ultima spinta, mi lasciai andare anche io e riempii il suo buco del culo di sborra. Rimasi su di lei per riprendere fiato, il mio fluido scendeva fino alla sua vagina e si mescolava con il suo. Lorena era una donna vogliosa e desiderosa, forse era da tempo che aveva il desiderio di farsi scopare il culo da uno sconosciuto.