La zia della mia ragazza: gran culo innevato

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Mi sono sbattuto per bene la zia della mia ragazza.
Come ho fatto? Semplice, le ho fatto credere di essere disponibile ad aiutarla nell’imballaggio di tutte le cianfrusaglie che ha accumulato nel corso degli anni e che adesso deve sgombrare per traslocare nel nuovo appartamento. Ne ha tantissime, centinaia, no probabilmente migliaia, e nessuno nemmeno la mia ragazza si è offerto di darle una mano.
La zia in questione non è sposata, ma ha un sacco di amici come lei li definisce, amici che se la sbattono per bene anche in due o tre alla volta. Effettivamente è una donna molto bella, sulla cinquantina ma estremamente giovanile, e poi… e poi ha un culo strepitoso, un culo che solo a guardarlo fa venir voglia di prenderla per i fianchi e infilarglielo dentro tutto a ripetizione.
Dalla prima volta che l’ho vista ho avuto un solo unico grande desiderio:scoparla e inondarle quel gran culo come se nevicasse…
Un gran culo innevato. Questa immagine mi eccita talmente tanto da farmelo diventare duro ogni volta che la vedo, peccato ci sia sempre la mia ragazza e devo fare la parte del ragazzo per bene, perché diciamocela tutta anche la mia ragazza è una gran bella figa.
Il massimo sarebbe scoparmi contemporaneamente zia e nipote, ma capisco possa essere difficile da realizzare, la mia ragazza è figa ma al contrario della zia è moderatamente porca, non accetterebbe mai.
L’occasione mi è stata servita su un piatto d’argento con la scusa del trasloco, nessuno ha voglia di passare un pomeriggio a incartare orribili oggetti kitch presi nei mercatini rionali ascoltando le sue avventure sotto le lenzuola; non frega un cazzo nemmeno a me, ma saremo da soli e da un racconto alla messa in pratica il passo è breve, quindi appuntamento per mercoledì pomeriggio alle 14.
Puntuale come un orologio svizzero mercoledì alle 14 sono sotto casa sua attaccato al citofono, nemmeno chiede chi è, con voce trillante si limita a dire la strada la conosci. Mi chiedo quanti cazzi alla settimana veda passare la cara zietta.
“Tesoro grazie… nessuno ha tempo di darmi una mano… nemmeno Isa, la mia migliore amica, ma quando ti sei offerto devo ammettere che mi sono sentita lusingata, un giovanotto come te che si presta ad aiutare una cinquantenne confusionaria come me…”
Mi sta già diventando duro solo a guardarla sculettare verso il soggiorno, e credo lo sappia molto bene anche lei visto che fa di tutto per farmi notare quel ben di Dio che si porta dietro. E se vogliamo proprio essere onesti non solo ha un gran bel culo, ma anche un paio di tette niente male, non rifatte, e nonostante l’età belle sode… i pensieri si accavallano e si rincorrono nella mia mente, resta solo da aspettare il momento buono.
Iniziamo a imballare gli oggetti, uno alla volta, ogni oggetto una storia, ogni storia finisce con un cazzo preso da qualche parte, a sentire lei è una maga dei pompini, discorso interessante, ma il mio obiettivo è un’altro, il culo della zia sta diventando una vera e propria ossessione.
Il tempo scorre lento, sto perdendo le speranze, ma ecco il momento che aspettavo, la zia propone una pausa caffè.
Va in cucina sempre ancheggiando in modo provocante e io la seguo, resto sullo stipite mentre lei prepara la moka.
Due passi in quel cucinino e sono dietro di lei, stretta tra il piano cottura e me, anzi il mio cazzo, che è talmente duro da iniziare a farmi male.
Non un fiato, non un movimento, non la reazione che uno si aspetterebbe del tipo “che cazzo fai! sei un porco!”… no, la zia sta li ferma, sporge in fuori le chiappe aderendo bene al pacco e strofinandosi contro con fare provocante.
“Pensi non mi sia mai accorta di come mi guardi il culo? E adesso cosa fai, resti lì impalato?”
Non ho certo bisogno di farmelo ripetere due volte, la mie mani sono già sotto la sua gonna a palpare quella meraviglia e … sorpresa! La zia non porta intimo… lo sapeva… lo stava aspettando! Le sollevo la gonna sopra la vita e la faccio chinare sul piano cottura che sta ancora aspettando la caffettiera.
Un culo tanto, bello, sodo, invitante… non so trovare altri aggettivi, l’oggetto dei miei desideri più osceni è lì davanti a me offerto a ogni mio capriccio, un sogno.
Ma oggi, ci sarà solo la realizzazione del sogno che mi ha tormentato per tutte queste settimane.
Mi calo i pantaloni e i boxer liberando finalmente il mio uccello voglioso, senza nemmeno averla ancora toccata sono già al limite. Nessun complimento, nessuna dolcezza, la tengo giù con una mano sulla schiene e glielo infilo dentro tutto in un unico colpo secco.
Il culo della zia è un paradiso, e si sente che abituato a prendere cazzi… tanti cazzi… sono entrato senza problemi e lei sta già gemendo spingendosi ancora più contro.
Una serie di colpi, dentro fuori dentro fuori, la zia sta mugolando parole oscene ed ecco… un fiume di sperma la inonda… anzi, inonda quel gran bel culo.
Il gran culo innevato è lì davanti a me. Ammiro la neve che cola… sento che sta diventando duro di nuovo… oggi sono previste abbondanti nevicate.

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