Fausta e Gabriele: due cognati amanti focosi di sesso totale

Il giorno del nostro primo incontro ci siamo dedicati, l’uno con l’altro, poco più di uno sguardo. Non avremmo mai immaginato che la nostra storia sarebbe proseguita così, ma la vita è bella proprio perché è imprevedibile, sempre eccitante e sorprendente.

Col passare del tempo abbiamo iniziato a conoscerci, a capire quante cose avevamo in comune e a sentire il piacere enorme nello stare insieme. Ma c’è un problema: io, Fausta, sposata con un uomo che è il fratello di Gabriele. Per anni siamo stati apparentemente due cognati come tanti altri, ma che nascondevano la loro intesa e una crescente simpatia reciproca.

La passione, a lungo andare, diventa impossibile da contenere e, infatti, un giorno d’estate dello scorso anno è esplosa in modo dirompente.

Quel matrimonio di fine luglio

La serata più bella nostra vita è stata al matrimonio di un amico comune. Inutile dire che era presente anche mio marito, nonché fratello di Gabriele, insieme a sua moglie, i loro genitori e parenti più disparati. Dopo la cerimonia e la cena, complice qualche bicchiere di troppo e la musica a tutto volume, è iniziata la passione che ancora ci guida da quasi un anno. Per tutta la serata gli sguardi tra di noi erano stati ancora più lunghi e intensi del solito. Lui bellissimo in giacca e cravatta; io mora e abbronzata, seno in bella mostra e tacco mozzafiato.

Quella sera ho capito subito che per la prima volta tra noi sarebbe successo qualcosa di straordinario, di eccitante e di proibito allo stesso tempo. Sfruttando la situazione di festa mi sono appartata in bagno. Dopo poco è arrivato Gabriele che mi ha abbracciato da dietro con tutta l’eccitazione e la potenza del mondo. Immediatamente abbiamo dato sfogo alle voglie che da anni entrambi cercavamo inutilmente di reprimere.

La sua lingua sulla mia, poi sui miei seni, sul mio collo e le sue mani che mi toccano ovunque, sono il sogno che da anni portavo avanti durante la masturbazione, quando i desideri si accavallavano e la mente volava ovunque. Ma soprattutto durante il sesso con suo fratello, sempre più noioso e banale, quando per provare eccitazione immaginavo di farlo con Gabriele.

Ci siamo chiusi rapidamente nel bagno facendo attenzione a non farci vedere. In un attimo mi sono ritrovata col suo cazzo in bocca, mentre ero ormai completamente bagnata e le sua mani che mi accarezzano con dolcezza.

Poi abbiamo iniziato a fare sesso selvaggio, il suo pene dentro di me mi appagava e mi faceva godere dopo pochi istanti, fino a che anche Gabriele è esploso in un piacere intenso che ho accolgo in faccia e sui miei seni ormai nudi.

Finita la festa

Le ore successive rimarranno per sempre nella mia mente. Il senso di proibito, quel sesso fugace e nascosto mi aveva fatto provare un orgasmo intenso come non credevo fosse possibile. La felicità e la gioia si erano ormai impossessate di me, mentre ero tornato dalle mie amiche e da mio marito. Ogni tanto guardavo Gabriele: lo trovavo sempre più bello e sexy. Già quella sera avrei voluto ancora una volta farmi penetrare, leccare il suo glande, concedermi in tutta la mia intimità come mai prima.

I giorni seguenti sono stati per me di grande attesa. Il terrore che si fosse trattato di una sola notte di sesso mi terrorizzava, mentre io avevo ancora voglia di provare quelle sensazioni. Dopo pochi giorni mi ha chiamato e abbiamo deciso di vederci ancora, poi ancora e ancora.

I nostri incontri sono sempre clandestini, fugaci ma intensi. Non c’è niente di più eccitante del gioco di sguardi che si instaura fra noi quando, a una cena di famiglia, ci incontriamo e nessuno sospetta la vera natura del nostro rapporto. In una delle cene più recenti eravamo seduti l’uno davanti all’altro: ho tolto le scarpe con un rapido movimento e col piede ho iniziato a massaggiargli il pene. Sentire che si induriva mi ha portato a bagnarmi completamente fino a che sono dovuta correre in bagno per masturbarmi.

Non so quale strada prenderà il nostro rapporto: siamo cognati e ci rendiamo conto delle difficoltà. Per niente al mondo rinuncerei al sesso con Gabriele, alle sue mani calde sul mio clitoride, al suo pene possente dentro la mia vagina. Il terrore di essere scoperti ci fa vivere questo rapporto con l’eccitazione e il gusto del proibito che da anni non provavamo più e di cui entrambi avevamo urgente bisogno.